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Esistono tre tipi del virus influenzale: A,B e C. Il tipo C è il meno diffuso ed una volta che si viene infettati si acquistano gli anticorpi e
l'immunità permanente. Questo tipo di infezione produce solo un lieve stato di malessere. I tipi A ed B invece subiscono periodiche modificazioni, con produzione di nuovi ceppi che annullano l'immunità acquisita in un precedente attacco.
Il ceppo A è inoltre in grado di passare da specie a specie ed è la causa delle più gravi epidemie. A differenza degli altri due, è ulteriormente suddivisibile in sottotipi HA e NA.
Di questi sono stati rilevati nell'uomo solo tre di tipo HA (H1,H2,H3) e due NA (N1 e N2).
La nuova influenza A/H1N1 (mix di virus suini/aviari/umani) è un'infezione (penetrazione e moltiplicazione di microrganismi nel corpo umano) acuta (compare improvvisamente)
di tipo virale (dovuta a virus) che colpisce l'apparato respiratorio (polmoni e vie aeree quali naso, faringe, laringe, trachea e bronchi).
I sintomi generali dell'influenza A/H1N1 sono febbre, presente sin dall'esordio dell'infezione con temperatura pari o superiore a 38º, brividi, dolori muscolari diffusi,
malessere generale, accompagnati da sintomi respiratori come tosse, mal di gola e congestione nasale.
Nei bambini in età prescolare (4-6 anni) la sintomatologia è caratterizzata oltre che da febbre, da mancanza di appetito, tosse, sonnolenza, occhi arrossati.
Una possibile grave complicazione, come per l'influenza stagionale, è la polmonite.
Il virus è molto contagioso e può essere trasmesso da una persona colpita dall'influenza già dal giorno prima l'insorgenza dei sintomi e fino alla loro scomparsa
(generalmente il periodo di contagio dura 7 giorni, qualche giorno in più nei bambini più piccoli).
La trasmissione del virus dell'influenza si può avere per passaggio del microrganismo da un soggetto infetto ad uno sano attraverso l'aria per emissione di goccioline di saliva
(starnuti, tosse o il semplice parlare) o toccando del materiale contaminato (strumenti, attrezzature, mani non pulite, ecc.).
Nel primo caso si parla di trasmissione diretta, nel secondo di trasmissione indiretta.
Trasmissione diretta. Quando si starnutisce o tossisce vengono emesse delle goccioline respiratorie che fungono da veicolo del virus, che in tal modo può raggiungere la congiuntiva e le mucose
nasali o orali di una persona vicina. La distanza di trasmissione varia da pochi centimetri (circa 30 cm quando si parla), a qualche metro (starnuti).
Altra forma di trasmissione diretta sono i baci, lo scambio di bottiglie o bicchieri.
Trasmissione indiretta. Le goccioline respiratorie emesse da un individuo infetto, a causa della forza di gravità, si vanno a depositare (in un'area ristretta) sulle superfici circostanti
(specie se non pulite) contaminandole. Successivamente il virus può essere raccolto dalle mani e portato all'interno dell'organismo toccandosi la bocca, il naso o strofinandosi gli occhi.
Il virus non passa invece attraverso la pelle.
La trasmissione indiretta può avviene anche attraverso semplici gesti quotidiani quali una stretta di mano, una carezza, toccando delle banconote, la cornetta di un telefono pubblico, ecc.
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